e..state sereni

Sembra quasi una presa in giro augurare serenità nel periodo in cui affluenza(da ogni angolo della terra emersa), ferie (che portano immancabilmente ai tour de force) e caldo (che fa fumare i pochi cervelli arrivati intatti ed evaporare quelli che già erano in condizioni critiche) si alleano per sconfiggere noi, valorosi combattenti…eppure,se ci fermiamo un attimo, ci rendiamo conto di quanto il “self control” che ci imponiamo, o ci viene imposto, al lavoro ci aiuti a superare situazioni che paiono incredibili solo nel raccontarle. Siamo migliori di come pensiamo,perchè l’istinto porterebbe ad essere piu diretti e a chiudere con molti clienti in maniera secca e scorbutica (leggi: rispondere a tono a scenate e ricatti); invece,eccoci qui, a condurre la nostra battaglia sul filo dell’ironia che non sconfina nell’arroganza, sempre pronti a privilegiare la non violenza anche di fronte agli attacchi, a nascondere il pugno nel guanto di velluto. Diplomazia e fermezza sono le nostre armi: chi si abbandona a imprecazioni e crisi isteriche non è migliore di chi queste crisi le ha provocate.
Buona estate e buone vacanze a tutti :-)

Una questione di rispetto

Spesso, purtroppo, molte persone riempiono la bocca (loro) e le orecchie (nostre) di parole , ma non altrettanto agiscono per mettere in pratica ciò che predicano. Invocano il diritto, ma non menzionano mai il dovere, chiedono rispetto, ma guardano prima al proprio interesse, parlano di collaborazione, ma faticano a fare qualcosa che renda più facile e spedito il lavoro dei colleghi che seguiranno. Carissimi voi, il mondo e il lavoro non sono stati creati per adattarsi alle vostre imprescindibili esigenze, ma per far si che ognuno desse il proprio contributo per rendere la vita sociale e quella professionale più ricca e, possibilmente, meno dura. Se, tuttavia, insistete nel chiedere ciò che non date, sappiate che riceverete in egual misura. Cioè zero. 

Binari paralleli

Vita privata e lavoro dovrebbero procedere come due binari: paralleli per la maggior parte del percorso, con qualche scambio ogni tanto,ma non per tratti troppo lunghi. Così in teoria, ma poi si sa che i pensieri della famiglia spesso ci accompagnano al lavoro e quelli del lavoro pranzano e cenano con noi ( a volte dormono, persino); se un dispiacere si presenta sul cammino, poi,  e’ davvero difficile tenerlo lontano dai pensieri, anche mentre svolgiamo il nostro dovere. Quanto è giusto, ma soprattutto quanto è possibile tenere separati i due binari? Certo, i malumori non devono entrare in ufficioo condizionare il nostro comportamento, questo lo sappiamo tutti, ma l’umanità che traspare da un sorriso velato non nuoce a nessuno. Voi come la pensate? 

Vedere, e non credere

Per San Tommaso fu più facile. Incredulo all’udire il racconto della visita del Signore, credette quando se lo ritrovo’ davanti e tocco’ con mano le ferite e le piaghe inferte dalla crocifissione. Oggigiorno, le persone arrivano  disconoscere e rinnegare quanto da loro fatto e, nel caso specifico dell’hotel, prenotato. E’ di qualche settimana fa il caso del giovincello tedesco che, al check out, ha passato almeno 10 minuti a controllare la posta elettronica in cerca della conferma della prenotazione. Secondo lui, essa sarebbe servita a dimostrare che la tariffa non doveva subire variazioni nel corso del soggiorno. Peccato che, mentre cercava freneticamente, non si accorgesse di aver di fronte tutta la documentazione cartacea che provava l’esatto contrario. Nulla da fare, solo la mail alla fine ha confermato quanto fosse  già evidente. Il cliente “San Tommaso” rientra in una categoria assai peculiare e difficile da inquadrare: malfidente verso gli altri, nutre dubbi addirittura verso le sue stesse azioni ed è veramente dura, talvolta, convincerlo che quanto ha prenotato e’ quanto si ritrova. La rivelazione giunge improvvisa(almeno per lui) come una voce che esce dalla nube e tuona:”leggi quello che prenoti!”

Bandiere al vento

La lamentela è di oggi: due clienti, che avevano la camera al primo piano, erano disturbati dal rumore della bandiera che svolazzava al vento ehanno chiesto di cambiare sistemazione. Vero, si era alzato piuttosto forte, ma non si trattava di raffiche stile Bora di Trieste. Non è stato un problema esaudire la richiesta, vista la bassa occupazione, ma che colpa si può dare al vento? Il meteo pare essere diventato l’ultima frontiera, in ordine cronologico, delle lagnanze: se piove la gente cerca il sole, se fa caldo “ma quando pioverà?”, se nevica “accidenti quanti disagi”, se soffia il vento le bandiere fanno rumore sventolando…Tutti chiedono che tempo farà, ma le previsioni non bastano piu’, bisogna avere la sfera di cristallo con dentro un mappamondo ed essere in grado di prevedere e “oltrevedere” non solo la città in cui ci si trova, ma in un raggio di almeno 250 km (se va bene), tipo la coppia che voleva andare a fare la gita a Lucerna e chiedeva se nevicasse prima e oltre il tunnel del San Gottardo. Santa web cam che assiste in questi momenti, e quante risposte rusciamo a dare grazie al Grande Fratello che controlla strade e autostrade! Inevitabile, tuttavia, la domanda retorica: come facevano una volta a mettersi in viaggio e ad arrivare a destinazione senza tecnologia e senza previsioni metro per metro? Certo a tutti piacerebbe trovare sempre giornate magnifiche e soleggiate,e viaggiare senza pioggia e senza neve ad ostacolare la marcia, ma nel momento in cui mettiamo il piede e la ruota fuori di casa, il bello inizia. Sta a noi trasformare la difficoltà in una bella sfida.

E che sia un anno buono

Il dovere mi ha assorbita fino a tardi, il 31 dicembre, data che avevo fissato per il post di fine anno. Cerco di rimediare all’inizio del nuovo, anche perché credo che siamo fatti per guardare avanti, non per voltarci indietro. Auguro a tutti i colleghi di avere un’occupazione (possibilmente fissa), e per chi già ce l’ha lavoro in abbondanza (e personale sufficiente per sostenere i ritmi), superiori competenti, motivazione, un aumento di stipendio (che non fa mai male), un avanzamento di carriera, clienti responsabili e riconoscenti.
A chi viaggia chiedo, a nome della categoria, di partire informati su cio’ che si è prenotato, di farsi almeno un’idea sui luoghi che ci si appresta a visitare, di aver pazienza se non sono sempre i primi della fila per il check in e il check out, di comprendere che chi lavora in hotel lavora per servirli, ma non è loro servitore e di avere cura delle camere o degli appartamenti in cui alloggiano come se appartenessero a loro.
I miei migliori auguri per un 2015 ricco di soddisfazioni e, ovviamente, di incassi.

Il Sig. Murphy in hotel

Quante volte ci capita di citare la celeberrima Legge di Murphy nella vita quotidiana? Ebbene, molti di noi “combattenti” trovano, quotidianamente, l’applicazione di detta legge negli ambiti piu’ disparati, in ogni settore e reparto, uniti tuttavia dal temibile motto di fondo “Se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre a una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo.» Beh, senza giungere alla catastrofe, talvolta si nota che la gente s’impegna davvero, e cosi’, giusto per dare qualche esempio di quanto succeda al Fronte….1) carichi il pacco delle ricevute fiscali e dopo la prima stampa ti accorgi del salto di numerazione; 2) ti siedi (o ci provi) per mangiare un boccone e arriva un cliente a chiederti un’informazione. Ti risiedi e ne arriva un altro, e cosi’ via fino a far raffreddare la pietanza. Una volta che hai il piatto freddo, deserto ; 3) se due passanti ti hanno chiesto disponibilità e hanno detto “ci pensiamo”, sicuramente ci penseranno insieme e insieme torneranno; 4) su due check out in contemporanea, due clienti chiederanno l’intestazione estemporanea; 5) hai appena chiuso la cassa e il cliente che l’indomani parte presto ti chiede di saldare il conto, anche se ora sono le 10 am; 6) hai ritirato la divisa dalla lavanderia e la goccia di yogurt ti casca sul bavero della giacca o su gonna/pantaloni nel punto piu’ visibile; 7) hai appena venduto l’ultima camera e mentre ti accingi a chiudere la disponibilità vedi che ti è entrata una camera dal channel manager; 8) check in e check out , come i walk in, difficilmente arrivano isolati, bensi’ a coppie.

Molti altri sono i casi che sicuramente sfuggono all’appello, ma la legge, ferocemente, colpisce. 365 giorni all’anno.